Axel Bauer

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Axel Bauer è un po’ quel rocker francese che non ti aspetti ma che ha segnato gli anni Ottanta con uno stile unico e un’energia che colpisce forte. Nato nel 1961 a Parigi, sì, ha già superato la cinquantina ma vedrete, l’età non sembra averlo frenato nemmeno per un istante. Quel tipo lì mantiene quella freschezza che a volte si pensa persa col tempo.

La cosa divertente è che il suo percorso prima della gloria era tutt’altro che classico. Suo padre, Franck, un eroe discreto, aveva quella voce iconica durante la guerra, e Axel ha ereditato un gusto per la musica molto presto, già a dodici anni con la chitarra in mano, non è poco se ci pensi.

Sinceramente, quello che mi ha sempre sorpreso è la sua perseveranza. Sapete, agli inizi, tra una casa discografica che fallisce e album che non sfondano, si poteva rischiare di perderlo. Ma no, ha continuato, sempre in piedi, fino a diventare quella figura imprescindibile del rock francese.

E non solo. Axel Bauer non è solo un cantante, è anche un tipo che ha saputo collaborare, mettersi in discussione, e ancora oggi continua a sorprendere. Buona notizia, ci immergeremo nella sua vita, i suoi alti, i suoi bassi, i suoi progetti e tutto ciò che lo rende questa star così affascinante.

Chi è Axel Bauer: origini e identità pubblica

Axel Bauer è nato il 7 aprile 1961 a Parigi. Saperlo non è solo un dettaglio, è quasi l’inizio di una storia che avrebbe potuto essere una leggenda. Figlio di Franck Bauer, voce mitica della Francia Libera e batterista di Django Reinhardt, parliamo di un’eredità musicale e storica che pesa tanto.

Il suo volto è ben noto grazie al suo successo « Cargo » che lo ha catapultato sotto i riflettori nel 1983, ma dietro questa immagine c’è anche un autore-compositore-interprete dalle molte sfaccettature. Invisibile agli occhi di molti, questo francese di media statura, con un’energia incredibile, è allo stesso tempo discreto e appassionato.

Quello che mi piace di lui è la capacità di mischiare rock, pop e persino un pizzico di techno senza mai perdere la sua anima. Inoltre, è divertente vedere come sia riuscito a reinventarsi pur mantenendo quel tocco che fa riconoscerlo al primo accordo di chitarra.

Un giovane musicista nel rock francese degli anni Ottanta

Prima che Axel diventasse questo nome sulle labbra di tutti, ha passato i suoi giovani anni a imparare la musica, incoraggiato da suo padre. Un percorso un po’ atipico, perché ha prima provato le arti prima di tuffarsi totalmente nella chitarra elettrica. Si sente già quel fuoco, quel bisogno di esprimersi forte.

Parigi gli ha offerto il palcoscenico per crescere musicalmente. E poi, come molti giovani della sua epoca, ha conosciuto le difficoltà: prime sessioni in studio, casa discografica fallita, e l’obbligo di trasferirsi a Londra. Solo questo è una storia di tenacia.

Lo ammetto, è pazzesco pensare che il primo album, Les Nouveaux Seigneurs, un po’ techno ai margini, non si sia venduto come sperava. Alcuni avrebbero mollato, Axel no, ha fatto squadra con Mercury, e ha dato risultati.

Una carriera costellata di successi e concerti memorabili

Forse l’avete sentito cantare « Cargo », quel successo che ha fatto vibrare un’intera generazione fin dal 1983, ma la sua discografia è molto più ricca. Axel ha esplorato molti stili, come con Sentinelles, dove ha lavorato con Catherine Ringer o Jean-Louis Aubert. Più tardi arriva Personne n’est parfait, disco d’oro nel 2000.

Quello che colpisce è che dopo alcune pause, torna sempre più forte. Nel 2013, per esempio, il suo album Peaux de serpents continua a mostrare un tipo che sa rinnovarsi. E sul palco, parliamo di concerti esplosivi, una presenza che non lascia indifferenti.

Il rock è lui, è quella passione che trasmette attraverso le sue collaborazioni e i suoi tour. Tra l’altro, nel 2010 il suo impegno ha preso anche la strada della beneficenza, partecipando a un album contro l’AIDS.

Alcuni fatti sorprendenti su Axel Bauer

  • 🎸 Suo padre ha segnato la storia assicurando i messaggi radio dei Francesi Liberi durante la guerra. Sì, è roba seria.
  • 📚 Ha pubblicato la sua autobiografia nel 2012, Maintenant tu es seul, un’immersione sincera nei suoi alti e bassi.
  • 👨‍👦 Suo figlio Jim, nato nel 1991 con la cantante Nathalie Cardone, segue le sue orme nella musica ed è anche stato notato a The Voice nel 2021.
  • 🎤 Durante la campagna presidenziale del 2012, Axel ha suonato al concerto che celebrava l’elezione di François Hollande, mostrando il suo lato impegnato.

Vita privata e impegni di un artista fuori dal comune

Sì, la sua vita privata è lontana dal bling-bling. Ha condiviso la vita con Nathalie Cardone e insieme hanno un figlio, Jim, che già tende verso il palco, il che è quasi una logica continuazione, no?

Questa dimensione familiare dà un’altra profondità alla sua carriera, si sente che l’età e la ricchezza non cambiano nulla all’autenticità dell’uomo dietro la chitarra. Una qualità rara, soprattutto quando si cresce sotto i riflettori.

In più, Axel spesso teneva i suoi cari lontani dal pubblico, preferendo parlare di musica o dei suoi progetti come le collaborazioni con altre leggende del rock e del pop francese.

I progetti recenti e le collaborazioni principali di Axel Bauer

Nel 2026 eccolo ancora attivo, sia in studio che sul palco. La sua energia sorprende davvero se si pensa alla sua età, il suo ultimo album continua a ricevere un buon riscontro, prova che la passione non si esaurisce.

Sta lavorando a collaborazioni con figure come Jean-Louis Aubert o anche Brigitte Fontaine, mescolando rock, poesia e un tocco di teatro. Vi assicuro, è abbastanza inatteso e super affascinante.

Se volete seguirlo da vicino, vi consiglio la sua pagina ufficiale su Facebook o una visita al suo sito ufficiale, dove condivide regolarmente notizie e brani inediti.

Gli imperdibili della sua discografia da (ri)scoprire

  • 🎶 Les nouveaux seigneurs (1987) – il suo primo tentativo, un mix techno-rock.
  • 🎵 Sentinelles (1990) – con Catherine Ringer e Jean-Louis Aubert, una vera gemma.
  • 🎸 Personne n’est parfait (2000) – album disco d’oro con brani che restano in testa.
  • 🎤 Peaux de serpents (2013) – il ritorno di un appassionato della chitarra e del suono grezzo.

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