Show summary Hide summary
- Chi è Bertrand Bonello? Le sue origini e la sua identità pubblica affascinante
- Il percorso prima della celebrità, una giovinezza tra musica e cinema
- I grandi successi di Bertrand Bonello: una filmografia di rilievo
- Bertrand Bonello: vita privata e aneddoti sorprendenti
- I progetti recenti e le collaborazioni nel 2026
Se prendiamo un momento per parlare di Bertrand Bonello, è un personaggio che ha davvero quell’aura singolare. Nato a Nizza, io sono sempre impressionato nel vedere come è riuscito a ritagliarsi un posto tra cinema e musica, e non è cosa da poco. Ha quella miscela di intensità e delicatezza in ciò che fa che ti cattura subito, non ti pare?
La sua età è 57 anni nel 2026. Nato a settembre 1968, ha quel qualcosa del sud, quel calore nella sua scrittura e nel suo sguardo. Questo crea un cinema che non somiglia a nessun altro. Trovo affascinante come il suo percorso da giovane, diverso da una scuola classica, inizi davvero nella musica prima di passare al cinema.
Questo tizio ha una presenza nel panorama del cinema francese abbastanza impressionante, nonostante una fortuna che rimane discreta, quasi modesta. Non è il tipo da brillare per il bling-bling, ma piuttosto per la qualità e la profondità dei suoi film. La sua filmografia, francamente, merita di essere vista, è densa, potente, a volte un po’ dura, ma sempre appassionante.
Infine, non aspettatevi un biopic classico o dolce, perché il suo universo è di una complessità abbastanza folle. Vi propongo un piccolo viaggio nel mondo di Bertrand Bonello, vedrete, vale davvero la pena immergersi un po’ di più.
Chi è Bertrand Bonello? Le sue origini e la sua identità pubblica affascinante
Bertrand Bonello è un regista che non ha mai davvero abbandonato le sue radici né la sua passione iniziale: la musica. Nato a Nizza nel 1968, ha questa identità multipla, sia musicista che cineasta, che dona alla sua opera una texture sonora e visiva originale. Lo incontrerete di solito con un’aria seria, come assorto in pensieri profondi, e questo è abbastanza vero.
Prima che il cinema diventasse il suo principale terreno di gioco, ha lavorato come musicista in studio, cosa che spiega questa particolare attenzione alle atmosfere nei suoi film. Il suo stile è lontano dai blockbuster, spesso molto personale ed esigente, ma questo non gli impedisce di raccogliere un pubblico fedele. Francamente, dopo aver visto uno dei suoi film, non lo si dimentica.
Sul palcoscenico pubblico, Bonello si posiziona senza esitazioni, non proprio alla moda ma sempre nel vero. Questa miscela di eleganza e audacia non si trova ovunque. Non so se sia il suo modo di essere o solo i suoi film, ma la sensazione è la stessa: è qualcuno che ha il proprio ritmo.
Il suo percorso meno convenzionale forgia anche la sua identità singolare. Da giovane, ha preferito il mondo dei suoni a quello delle grandi scuole, una scelta che rivela molto sul suo modo di vedere la creazione, più organico, meno guidato da codici fissi.
Il percorso prima della celebrità, una giovinezza tra musica e cinema
Va detto che la sua infanzia a Nizza non era solo uno sfondo, ma un vero crogiolo. Da giovane, Bertrand era già affascinato dalla musica, che lo ha spinto a diventare musicista in studio. Questo gli ha aperto delle porte, ma non quelle del star system, né del cinema di massa, eh. È il suo alleato segreto per raccontare storie in modo diverso.
Il suo passaggio alla regia arriva negli anni ’90 con un primo lungometraggio, Quelque Chose d’organique, un film che sorprende per la sua forma così particolare. È l’inizio di una carriera che spingerà costantemente i limiti, con uno sguardo preciso sulle relazioni umane, spesso perturbate, mai edulcorate.
Ha questo dono, non comune, di esplorare la bellezza in zone un po’ oscure, o a volte tabù. E vi garantisco che quando si conosce un po’ il suo lavoro, si comincia a capire cosa lo motiva veramente, è lontano dalla facilità.
E poi, la sua passione musicale la ritroviamo sempre in filigrana nei suoi progetti. Il suo cinema è molto ritmato, a volte quasi ipnotico, e il rapporto con il suono occupa un posto centrale, che lo fa uscire dalla massa ogni volta.
I grandi successi di Bertrand Bonello: una filmografia di rilievo
Bene, se volete conoscere la sua opera, è impossibile non passare da L’Apollonide, souvenirs de la maison close. Quel film è un vero colpo da maestro, ve lo dico sinceramente. Si entra in un universo chiuso, quasi opprimente, dove la macchina da presa non lascia mai i residenti della casa chiusa. È crudo, ma mai voyeuristico, piuttosto clinico e umano, a volte inquietante.
In questo film c’è tutto ciò che fa il suo stile: un’incredibile padronanza della regia, un approccio quasi documentaristico senza mai perdere l’arte. Il cast è ampio, figure come Adèle Haenel o Noémie Lvovsky portano questo progetto con un’intensità rara.
Più in generale, i suoi altri film come Le Pornographe o Tiresia mostrano la sua capacità di immergersi in universi marginali e complessi, con sempre questa rigore e un rifiuto del sensazionalismo facile. È molto preciso ma non lascia nulla al caso.
Per farvi un’idea più ampia, vi consiglio caldamente di scoprire la sua selezione personale di film su LaCinetek, è piuttosto rivelatrice del suo universo.
Bertrand Bonello: vita privata e aneddoti sorprendenti
Allora, lato vita privata, è piuttosto discreto, come tanti grandi artisti. Bertrand condivide la sua vita con Josée Deshaies, una collaborazione sia professionale sia personale, hanno una figlia insieme ed è abbastanza toccante vedere questo mix di intimità e lavoro comune.
La sua vita intima resta lontana dai riflettori, cosa che gli si addice, perché i suoi film parlano già molto. Ricordo un’intervista dove confessava che nonostante tutto, a volte sentiva un “sentimento di solitudine terribile” anche se circondato, una cosa quasi paradossale che influenza le sue opere.
Un dettaglio che mi ha particolarmente colpito: è spesso citato per aver rifiutato di uscire dalla casa chiusa in L’Apollonide, una rigorosa costrizione artistica, ma che dà tutto il respiro al film. Questo tipo di impegno non è comune.
Un regista al tempo stesso nell’intimità e nell’esigenza, quindi, che fa di ogni film un momento a parte e che si vuole quasi seguire come si segue un amico un po’ misterioso.
I progetti recenti e le collaborazioni nel 2026
Nel 2026, Bertrand Bonello non rallenta. Continua a proporre film che disturbano e interrogano, senza mai perdere di vista la sua sensibilità così particolare. Lo si vede anche impegnato in progetti che mescolano musica e cinema, sempre alla ricerca di quella rara alchimia.
Recentemente ha collaborato con artisti come Hafsia Herzi e Louis-Do de Lencquesaing, che avevamo già visto nei suoi grandi successi. È un circolo abbastanza fedele, questo fa sì che la qualità rimanga sempre al top.
Se siete curiosi, potete trovare interviste e dossier esclusivi su di lui su siti come Cinefil o anche Première.
Continua anche a comparire in programmi della Cinémathèque française, tanto è diventato una figura imprescindibile del cinema d’autore contemporaneo.
Alcuni aneddoti divertenti su Bertrand Bonello
- 🎬 Il suo primo film è stato selezionato al Festival di Berlino già nel 1998, un inizio che non si inventa.
- 🎧 Ex musicista in studio, spesso compone lui stesso la musica dei suoi film, una bella firma.
- 🎥 Rifiuta sistematicamente l’uso di certi angoli di ripresa che potrebbero sessualizzare i suoi personaggi femminili, è molto impegnato.
- 📚 Integra a volte lettere autentiche nei suoi copioni, un dettaglio che dona un peso storico alle sue narrazioni.
- 👥 Fedele ai suoi attori, lavora più volte con gli stessi, creando una vera complicità sullo schermo.

