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Darren Aronofsky, nato il 12 febbraio 1969 a Brooklyn, è una figura affascinante del cinema americano. Seguendolo, si scopre un regista che non si limita a raccontare storie, ma che ci immerge nei meandri della psicologia umana con un’intensità rara. I suoi 57 anni non lo hanno rallentato; al contrario, continua a esplorare universi complessi e disturbanti.
Francamente, ciò che colpisce di Aronofsky è la sua originalità. Fin da giovane si è interessato all’arte in tutte le sue forme, dal graffiti alla fotografia in bianco e nero, prima di lanciarsi nel cinema. Il suo percorso è tutt’altro che classico, ed è questo che lo rende così ispiratore.
Vedete, prima di diventare il regista a cui dobbiamo capolavori come Black Swan o Requiem for a Dream, ha prima fatto le sue esperienze ad Harvard, dove ha trovato la passione che avrebbe definito la sua carriera. Il suo film di fine studi, Supermarket Sweep, è stato persino finalista agli Oscar studenteschi. Non male, vero?
A proposito di fortuna, il suo talento gli ha permesso di diventare una figura imprescindibile, ma rimane prima di tutto un creatore profondamente impegnato nei suoi temi, spesso oscuri e potenti. Beh, ognuno pensa quel che vuole sulle sue scelte di casting o sul suo modo di mettere in scena, ma ammettetelo, è un bel nome nel mondo del cinema.
Darren Aronofsky: i suoi inizi, l’uomo dietro la macchina da presa
Allora, chi è davvero Darren Aronofsky? Per cominciare, il brooklynese è cresciuto in un ambiente familiare piuttosto tranquillo, i suoi genitori erano insegnanti. Tuttavia, è per strada, tra graffiti e fotografia in bianco e nero, che ha nutrito la sua sensibilità artistica. Un aneddoto carino: è stato un film di Spike Lee, She’s Gotta Have It, a scatenare il suo desiderio di diventare regista, dandogli l’idea che qualcuno di Brooklyn potesse emergere in questo universo.
Il suo amore per la natura è stato una sorpresa. Vi giuro, da adolescente ha fatto persino studi sul campo in Kenya e in Alaska. Questo legame con l’ambiente si ritroverà, a volte in filigrana, nelle sue opere successive. Dopo Harvard, dove ha studiato antropologia prima di tuffarsi nel cinema, ha proseguito gli studi a Los Angeles.
Ha ricevuto la laurea magistrale in regia cinematografica all’American Film Institute Conservatory nel 1994. E lì, il ragazzo ha dato tutto, traendo ispirazione da grandi nomi come Akira Kurosawa o Fellini, per quanto riguarda le influenze, siamo su livelli importanti. È bello vedere come un ragazzo di Brooklyn sia riuscito a fondere le sue radici con uno stile unico.
Per capire la sua età e il suo peso nel mondo del cinema, si potrebbe dire che è un po’ come un gigante silenzioso, almeno nel suo approccio. Né troppo ricco né troppo povero, quello che conta davvero per lui è l’impronta che lascia, non solo il numero sul conto in banca.
I film più importanti di Darren Aronofsky e la sua carriera
Il suo primo film, Pi, uscito nel 1998, è già un colpo. La storia di un matematico ossessionato da un numero mistico, che mescola misticismo ebraico e scienza, era audace per un ragazzo così giovane all’epoca. È quello che lo ha davvero messo sulla mappa, vincendo un premio a Sundance.
Segue Requiem for a Dream, una vera svolta. Questo film, sull’addiction e la discesa agli inferi, è ancora oggi uno shock. La tecnica di montaggio che chiama «hip-hop montage» dà un ritmo frenetico, quasi opprimente. Ammetto che non è per tutti, ma è diventato il suo marchio di fabbrica.
Dopodiché l’abbiamo visto tentare l’epopea spirituale con The Fountain, che divide ma resta un film di grande ambizione. Poi è arrivata la vera consacrazione con Black Swan, questo thriller psicologico su una ballerina ossessionata, che ha valso ad Aronofsky una nomination agli Oscar, e un premio per Natalie Portman.
Non si è fermato qui, alternando film vari come The Wrestler, Noah o Mother!, sempre alla ricerca di esplorare personaggi ai limiti. Più recentemente, il suo film The Whale gli ha valso un Oscar per Brendan Fraser, prova che sa ancora sorprendere, anche con temi disturbanti.
Una lista di film da non perdere per capire meglio Darren Aronofsky 🎬
- 🎥 Pi (1998)
- 🎥 Requiem for a Dream (2000)
- 🎥 The Fountain (2006)
- 🎥 The Wrestler (2008)
- 🎥 Black Swan (2010)
- 🎥 Noah (2014)
- 🎥 Mother! (2017)
- 🎥 The Whale (2022)
- 🎥 Caught Stealing (2025)
La vita privata di Darren Aronofsky: ciò che sappiamo davvero
Si parla spesso del suo lavoro, ma sul fronte privato, Darren ha avuto anche i suoi momenti forti. Per esempio, ha avuto un figlio con l’attrice Rachel Weisz, il che aggiunge un po’ di dolcezza in un universo spesso oscuro. Detto ciò, la loro storia è cambiata dopo qualche anno.
Poi ha avuto una relazione di circa un anno con Jennifer Lawrence, incontrata su Mother!. Ha fatto parlare, ovviamente, soprattutto viste le personalità esplosive di entrambi. La privacy per lui resta abbastanza riservata, cosa che non gli impedisce di essere ispirato da ciò che vive.
Bisogna dire che conciliare carriera intensa e vita familiare non è cosa da tutti. Con la sua età e la sua fortuna potrebbe godersela diversamente, ma sceglie di restare concentrato, pronto a sorprendere ancora. E questo, ammetto, è raro negli grandi registi di oggi.
Un dettaglio mi ha sempre colpito. Nonostante la sua posizione nell’industria, Aronofsky non gioca il gioco delle star a tutti i costi. Evita il luccichio. È un po’ come se preferisse che il suo lavoro parli per lui. Adoro.
Progetti recenti e collaborazioni notevoli
Nel 2023 si è avventurato fuori dalla fiction per produrre e dirigere una serie documentaria, Welcome to Earth, con Will Smith protagonista. Questo mostra che è curioso, che non si limita al cinema drammatico.
L’anno scorso ha diretto Caught Stealing, un thriller che ci riporta nella New York degli anni ’90, con Austin Butler protagonista. Francamente, è un bel tentativo di ritornare alle sue radici urbane e crude.
Sul fronte produzione, si impegna anche in progetti vari come Jackie o The Good Nurse. La sua fortuna non lo distoglie da missioni più modeste, cosa sempre apprezzabile in questo ambiente. Gli piace anche fare da tramite per talenti emergenti.
Si sente che Darren Aronofsky, anche con i suoi 57 anni, ha ancora l’energia di un giovane, pronto a reinventarsi e a sorprendere. Attendiamo di vedere le sue prossime collaborazioni. La promessa di forti emozioni è intatta.
Per saperne di più sul suo percorso o sulla sua filmografia, vi consiglio di dare un’occhiata al suo profilo su IMDb o AlloCiné. O anche una visita su Gala per un approccio più intimo.

