Hakim Arezki

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Hakim Arezki, il percorso incredibile del campione di calciobalilla per non vedenti

Hakim Arezki, nato il 20 marzo 1983 ad Azazga in Algeria, è già un nome che evoca un percorso fuori dal comune. A 42 anni, questo gigante del calciobalilla per non vedenti è alto circa 1,78 metri, una statura che ha messo al grande servizio della sua passione e del suo sport. Sposato dal 2018, la sua vita non si riassume solo nel calcio, ma in una vera rinascita.

Prima di diventare una figura emblematica del calciobalilla francese, Hakim ha vissuto una prova assolutamente terribile. Immaginate, partecipare a una manifestazione pacifica e ritrovarsi ferito gravemente al punto di perdere la vista, è quello che gli è successo nel 2001. Quel famoso Primavera nera in Kabylia, dove la violenza della polizia ha lasciato una traccia indelebile nella sua vita.

Ci è voluto molto coraggio dopo questo disastro. Arrivato in Francia in condizioni critiche, ha dovuto imparare di nuovo molte cose: leggere in braille, ritrovare il gusto della vita e soprattutto, trovare nel calciobalilla un motivo per rialzarsi. Uno sport poco conosciuto da molti, ma che è diventato per lui una vera luce nell’oscurità.

Il mix di talento, lavoro e determinazione, ecco cosa lo ha reso un pilastro della squadra francese. Tra una medaglia d’argento a Londra nel 2012 e una medaglia d’oro conquistata a Parigi nel 2024 davanti a 13.000 spettatori, la sua storia è un’avventura umana vibrante e commovente.

Chi è Hakim Arezki, questo eroe della Kabylia diventato campione paralimpico?

Forse lo conoscete come il giocatore imprescindibile della nazionale francese di calciobalilla per non vedenti, ma Hakim Arezki è soprattutto un uomo nato in Kabylia, ad Azazga, cresciuto in un piccolo villaggio cullato dalla musica di Lounès Matoub, un poeta che cantava la causa berbera. Questo dà un’idea del fuoco sacro che lo anima da sempre.

La ferita che gli è costata la vista, e quasi la vita, non lo ha spezzato. Al contrario, ha forgiato un carattere eccezionale. Dal 2004, scopre il calciobalilla all’Istituto dei giovani non vedenti a Parigi. La cosa più folle è che prima giocava a calcio, ma chi avrebbe mai creduto che sarebbe arrivato così lontano dopo un tale trauma?

Con la naturalizzazione francese in tasca, si impegna in uno sport collettivo poco mediatico, ma estremamente esigente. Il suo matrimonio nel 2018 con una donna discreta riflette questa stabilità che è riuscito a scolpire nella sua vita turbolenta del passato.

Un vero simbolo di resistenza e successo, incarna sia la Kabylia delle sue radici sia la Francia del suo futuro, senza dimenticare questa storia intima in cui lo sport ha offerto una seconda possibilità tanto inaspettata quanto inestimabile.

Il percorso di Hakim Arezki prima della gloria e della luce del calciobalilla

Ve lo assicuro, il suo inizio di percorso è stato pesante. Immaginate un giovane di 18 anni, pieno di speranze, che partecipa a una marcia pacifica contro le discriminazioni in Kabylia nel 2001 e che diventa vittima dei proiettili di una repressione violenta. Due pallottole, una alla testa, l’altra alla caviglia, non è poco, credetemi.

Soprannominata Primavera nera, questa tragica vicenda ha quasi rischiato di costargli la vita, soprattutto perché le cure in Algeria erano tutt’altro che adeguate. Suo padre ha preso la decisione che ha cambiato tutta la sua vita: venirlo a prendere per rimpatriarlo in Francia dove la lotta per la sua sopravvivenza e riabilitazione è iniziata.

La sua gamba è sfuggita per un soffio all’amputazione, ha subito una decina di operazioni, ha imparato il braille, la musica e si è familiarizzato con il calciobalilla. Questo sport, all’inizio, era solo un modo per restare attivo. Alla fine, è stato la scintilla, il mezzo per riconciliare il suo passato e il suo futuro.

Il suo impegno sportivo è iniziato in club pionieri come l’AS Saint-Mandé, poi ha superato tutte le tappe fino a entrare nella squadra francese nel 2009, per non lasciare più il suo ruolo di difensore chiave in uno sport in cui emozione e tecnica si mescolano ad ogni partita.

Le imprese indimenticabili e la carriera di un campione paralimpico

Parliamo un po’ delle sue imprese, che sono lontane dall’essere ordinarie. Medaglia d’argento ai Giochi paralimpici di Londra nel 2012, tocca il traguardo. Ma è solo una parte rinviata. Nel 2024, davanti a migliaia di tifosi ammassati ai piedi della Tour Eiffel, Hakim segna il primo rigore nella finale. Sì, ha messo la Francia in orbita per vincere l’oro.

Nel frattempo, ha vinto due titoli di campione d’Europa, nel 2009 e nel 2022, quest’ultimo che descrive bene la sua longevità e la sua capacità di reinventarsi costantemente. È anche attivo nella vita associativa, presidente del Comitato dipartimentale handisport della Seine-Saint-Denis, e attore impegnato per promuovere il calciobalilla.

Non è un semplice giocatore, è un vero leader, una voce per coloro che a volte vengono dimenticati. La sua autobiografia, “Rinascere nella notte”, uscita nel 2025, è una testimonianza intima che rivela tutta quella forza incredibile nata dal dolore e dal superamento.

Se volete capire cosa significa resilienza e vittoria contro ogni avversità, seguite questo link sul suo percorso esemplare. Francamente, è ispirante.

La sua vita privata, una scelta di discrezione in mezzo ai riflettori

In questo turbine di campionati, medaglie e impegni, Hakim ha voluto mantenere una certa discrezione sulla vita privata. Si sa che si è sposato nel 2018, ma protegge gelosamente questo lato, normale dopo una vita già esposta a tanti drammi e lotte.

Ora abita a Boulogne-Billancourt e resta molto legato alle sue radici kabyle, che colorano tutto quello che fa, incluso il suo ruolo con i più giovani nell’handisport. Una vera forza tranquilla che si scopre poco a poco attraverso le sue interviste, poetiche e piene di significato.

Ha detto una volta, una cosa che mi ha colpito: “La Francia mi ha salvato”. Non è solo una frase, è come una dichiarazione – quella di un uomo che porta dentro di sé una doppia identità, quella di un sopravvissuto, di un combattente e di un campione.

Se volete saperne di più su questo incredibile campione paralimpico, la sua vita è davvero un esempio unico di ciò che un essere umano può realizzare quando non molla mai.

Aneddoti sorprendenti e momenti forti del destino di Hakim Arezki

Una cosa che mi ha colpito è che prima di diventare campione nel suo sport, i medici gli avevano chiaramente detto che non avrebbe mai più potuto correre. E invece no, è ancora qui, in campo, a smentire le previsioni. È un po’ la storia di un ragazzo che trasforma i suoi limiti in punti di forza.

Si fa spesso un parallelo anche con il suo amore per Lounès Matoub, quel poeta Kabyle impegnato, che è sempre stata una fonte di ispirazione costante. Hakim non perde mai l’occasione di ricordare quanto la cultura e la memoria siano vitali per mantenere la rotta nella tempesta.

Su terreni meno conosciuti, ha contribuito alla creazione del Bondy Cécifoot Club, per rendere questo sport accessibile a più giovani. Un vero senso della condivisione e del collettivo, pur mantenendo lo spirito competitivo al suo zenit.

Non esitate a scoprire la sua testimonianza commovente su questo incontro in Normandia, dove parla con una sincerità sconvolgente.

I progetti attuali e le collaborazioni che plasmano il futuro di Hakim Arezki

Allora oggi? Hakim non molla. Campione d’Europa nel 2022, campione paralimpico nel 2024, trasforma la sua esperienza in una trampolino per il futuro. Promuove attivamente il calciobalilla tra i giovani e si impegna in diverse iniziative handisport in Île-de-France.

Lavora anche con diversi club, come lo Sporting Paris e i Girondins de Bordeaux, per dare maggiore visibilità a questo sport. Tutto questo, con il suo modo di parlare diretto e la sua energia traboccante, prova che si può essere un eroe discreto e un combattente appassionato.

La sua autobiografia pubblicata nel 2025 è un vero oggetto di ispirazione, raccontando le sue battaglie e le sue vittorie. È spesso dura, toccante, a volte divertente, ma sempre potente. Un ottimo modo per immergersi nella sua testa e nel suo cuore.

Potete anche guardare le sue interviste su RFI o scoprire di più sulla squadra francese di calciobalilla su France Paralympique. È un vero modello.

Perché interessarsi alla storia ispirante di Hakim Arezki?

Ciò che colpisce è la forza tranquilla dell’uomo. Non ha solo vinto medaglie, ha trascenduto un destino che avrebbe potuto spezzarlo. La sua storia ci ricorda che i limiti spesso sono nella nostra testa, e che quando si ha la rabbia e il sostegno, si può raggiungere l’impossibile.

È anche il riflesso di una comunità kabyle fiera, di una Francia diversificata e accogliente, dove si intrecciano percorsi unici. Il suo impegno oltre i campi lo rende un ambasciatore dell’handisport e un difensore di ideali essenziali.

Scoprendo la sua vita, si tocca sia l’anima di uno sportivo d’eccezione sia quella di un uomo profondamente umano, che ha saputo fare dell’oscurità un trampolino verso una luce brillante.

Allora prendetevi il tempo, davvero, di immergervi nella sua biografia e nelle sue interviste, è un vento di energia e speranza che soffia forte nel mondo dello sport adattato.

Cosa forse non sapevate su Hakim Arezki

  • 🔥 Ha rischiato di perdere una gamba oltre alla vista, ma ne è uscito grazie a un incredibile accanimento.
  • ⚽ Il calciobalilla lo ha scoperto per caso all’Istituto nazionale dei giovani non vedenti e questo gli ha cambiato la vita.
  • 🎵 Fan del poeta kabyle Lounès Matoub, i suoi canti sono sempre stati una fonte di ispirazione per lui.
  • 🏆 Primo rigore segnato nella finale di calciobalilla ai Giochi paralimpici 2024, un momento inciso nella storia.
  • 🙌 Ha contribuito profondamente alla creazione e allo sviluppo del Bondy Cécifoot Club.

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