Jean Jacques Goldman

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Jean-Jacques Goldman, è un po’ quella voce dolce e potente allo stesso tempo che ha cullato diverse generazioni in Francia. Nato l’11 ottobre 1951 nel 19° arrondissement di Parigi, oggi ha un’età che già segna la saggezza, ma restano intatti il suo fascino e la sua influenza musicale. Francamente, ricordo la prima volta che ho sentito Il suffira d’un signe, mi ha colpito subito. Una vibrazione energetica che pochi cantanti sanno riprodurre con tale semplicità.

Quello che è pazzesco con lui è che non ha mai veramente cercato la luce sotto tutti i riflettori. La sua popolarità mediatica non corrisponde necessariamente al suo desiderio di restare discreto. Eppure, ogni volta che si fa vedere, è uno schiaffo. Le sue canzoni hanno qualcosa di umanizzante che tocca il cuore delle persone, inclusi i più giovani che oggi scoprono ancora i suoi brani.

Il suo percorso è ricco e a volte inaspettato. Prima di essere questa leggenda di cui si parla ancora a ogni sondaggio dove resta la personalità preferita dai francesi, ha fatto dei giri sorprendenti. Il giovane Goldman, appassionato di chitarra, aveva questo lato solitario crescendo in una famiglia piena di contrasti, ne parlerò un po’ più avanti, promesso. Ma è per questo che è rimasto umano, vicino malgrado tutto.

Vi confesso che, anche se conosco bene la sua fortuna e il suo successo, è soprattutto la sua umiltà che mi impressiona. Un tipo che ha venduto più di 30 milioni di dischi, che resta popolare oltre i settant’anni senza ostentare tutto questo, è raro. Dai, immergiamoci nella vita e nei segreti di questo mostro sacro, senza fronzoli.

Jean-Jacques Goldman, l’artista nel cuore della canzone francese pop e varietà

Jean-Jacques Goldman è molto più di un semplice cantante, è un autore-compositore-interprete che ha saputo imporre il suo stile. Nato a Parigi, attinge alle sue origini ebraiche polacche e tedesche una ricchezza culturale sorprendente. Molto presto, bilancia studi solidi e passione per il rock, soprattutto grazie al gruppo Taï Phong, un soffio prog-rock che ha segnato i suoi inizi nella musica.

Quello che mi ha stupito è che cantava prima in inglese, prima di capire che la poesia del francese poteva fare meraviglie. La sua voce è quel famoso mix di emozione grezza e padronanza tecnica, a volte sembra che raggiunga note che si credono inaccessibili. Inoltre, quel tipo ha il talento per scrivere melodie che si radicano nelle nostre memorie, senza mai suonare banale.

La sua identità pubblica è segnata soprattutto dai suoi impegni e dalle collaborazioni. Non è il tipo da rinchiudersi nel suo mondo, ha scritto per stelle come Céline Dion o Johnny Hallyday, cosa che ci mostra quanto la sua influenza superi il semplice canto solista. Senza dimenticare il suo ruolo così importante nei Restos du cœur; qui avete un uomo che non conta solo sulla sua musica per fare la differenza.

Allora sì, quando si parla della sua statura nel mondo musicale, si pensa inevitabilmente al suo talento gigantesco, ma sempre con calma. Il suo percorso è un savio equilibrio tra imprese artistiche e vita privata alla quale tiene moltissimo, ciò che rende questo grande uomo così più affascinante.

Il giovane Goldman: da un’infanzia singolare alla scoperta della musica

Allora, immaginate un ragazzino nella Parigi degli anni ’50, circondato da una famiglia un po’ complessa. Suo padre, un resistente polacco, sua madre di origine tedesca, non proprio l’ambiente più tranquillo. Questo giovane ragazzo, nonostante un’infanzia piuttosto solitaria, trova rifugio nella musica e nello scoutismo, la chitarra è il suo primo grande amore.

Prima che la televisione e le radio lo proiettassero nella celebrità, sperimenta in gruppi come Red Mountain Gospellers. Adoro questo aneddoto che il suo primo disco fosse autoprodotto da un prete, venduto dopo la messa – gli inizi più umili per una futura star! I balli studenteschi e la scena locale hanno forgiato questo musicista che aveva ancora la testa ben piantata sulle spalle.

Gli anni di studio furono una tappa in cui combatte per il suo diploma all’EDHEC e in sociologia, prova che il giovane uomo aveva una voglia di capire il mondo, non solo di fare hit. Forse è quel mix di intelletto e musica che gli ha dato quella profondità nei suoi testi più avanti.

Poi, i suoi inizi nella pop rock con Taï Phong nel 1975 lo porteranno a vette inaspettate. La sua fortuna, allora lontana dall’essere assicurata, si basava su un lavoro allo stesso tempo accanito e appassionato, un vero modello per chi cerca di crescere senza abbandonare le proprie radici.

La follia dei successi e i loro grandi svolte

Nel 1981, Jean-Jacques Goldman pubblica il suo primo album solista che farà un botto, anche se la sua etichetta aveva rifiutato i brani che voleva. Quell’anno, Il suffira d’un signe fa vibrare la Francia. Non male per uno che stava ancora pensando di riprendere il negozio di famiglia! Il successo, però, non lo cambia.

Le hit si susseguono: Quand la musique est bonne, Je te donne, Là-bas… Brani che restano ancora oggi impressi nel cuore degli appassionati di musica. In duo, soprattutto con Michael Jones, i suoi pezzi guadagnano una dimensione internazionale, in particolare con il trio Fredericks Goldman Jones. Una svolta decisiva per un artista che sapeva mescolare le voci senza mai schiacciare i suoi partner.

Il successo colossale si traduce anche in una fortuna impressionante, ma Goldman sa mantenere la rotta. Attraverso i suoi dischi come Positif o Non homologué, mostra una costanza notevole che gli assicura ancora vendite record nel 2025. Otto dei suoi album con certificazioni diamante, questo vi piazza comunque un artista raro e completo.

La sua carriera non si limita alla sua voce propria: compone per Johnny Hallyday o Céline Dion, crea canzoni per colonne sonore e si impegna con Les Enfoirés. Avrete capito, la sua influenza supera di gran lunga la sua sola statura da cantante, è diventato un pilastro della musica francese.

Vita privata di Jean-Jacques Goldman: tra famiglia, amori e discrezione

Quello che molti trovano affascinante in lui è la sua capacità di restare accessibile nonostante una carriera immensa. Sposato nel 1975 con Catherine Morlet, con cui ha avuto tre figli, attraversa gli alti e bassi della vita familiare impegnandosi pienamente con i suoi cari. Il divorzio nel 1997 segna una tappa, ma risale subito la china sposando Nathalie Thu Huong Lagier, una brillante matematica più giovane di lui.

Il loro amore dà la nascita a tre figlie, e la coppia sceglie prima Marsiglia, poi Londra prima di tornare in Francia. Questa vita privata, che protegge gelosamente, lo rende tanto più umano. Non è il tipo da ostentare la sua fortuna o la sua notorietà familiare, Goldman mantiene una statura discreta nella privacy ma immensa nell’impatto sui suoi più cari.

I suoi figli hanno fatto carriere molto varie: dalla psicologia alla pediatria, fino all’industria musicale con suo figlio Michael che ha co-fondato My Major Company. Questo passaggio del testimone naturale, senza forzare, mostra un uomo attento a che il suo nome non sia solo un peso, ma una fonte di ispirazione.

È senza dubbio questa forma di equilibrio che fa sì che anche alla sua età, un suo ritorno sul palco sarebbe atteso con impazienza, anche se afferma di non avere più la creatività necessaria per dedicarsi corpo e anima.

Alcuni aneddoti sorprendenti su Jean-Jacques Goldman

Allora, è abbastanza divertente: sapevate che il suo primo 45 giri è stato prodotto da un prete in una parrocchia? Incredibile ma vero. O anche che, dopo essere stato criticato duramente, Goldman ha stampato le cattive critiche su Libération con un messaggio umoristico? Ve lo giuro, trova il modo di ribaltare gli attacchi con quel mix di autodernigrazione e classe che lo caratterizza.

La sua carriera è anche fatta di ponti inaspettati: ha scritto un successo per Khaled, ha fatto un tour con Carole Fredericks e Michael Jones, e le sue canzoni continuano a essere adattate e cantate da una giovane generazione affamata di cose vere. La sua vita è un mix tra una forza tranquilla e un uomo che resta vicino alle sue radici, con un amore costante per la chitarra e il blues.

E poi, resta molto legato al suo passato da scout, un ambiente che gli ha permesso di scoprire la musica e imparare a suonare la chitarra. Si potrebbe pensare che questo lato molto strutturato non combaci con la sua immagine, ma forse è quello che lo ha tenuto stabile per tutti questi anni.

  • 🎸 Ha suonato nel gruppo Taï Phong prima della celebrità
  • 📀 Venditore di dischi formidabile con oltre 30 milioni di copie vendute
  • 🎤 Collaborazioni importanti con Céline Dion e Johnny Hallyday
  • 💖 Forte impegno umanitario soprattutto tramite Les Enfoirés
  • 🎹 Passione per la chitarra, influenza blues e rock

Progetti recenti e notizie di Jean-Jacques Goldman nel 2026

Se domani Jean-Jacques Goldman decidesse di tornare al centro della scena, sarebbe un evento nazionale, ma per ora preferisce concentrarsi sul suo lascito musicale. Nel 2024, il tour « L’Héritage Goldman » con Michael Jones e altri giovani talenti ha attraversato Francia ed Europa, offrendo nuovo respiro alle sue canzoni eterne.

Parallelamente, continua a scrivere, soprattutto per artisti come Trois Cafés Gourmands e Sarah Brightman, a dimostrazione che alla sua età la sua penna non ha perso né brillantezza né pertinenza. Collaborazioni con nuove generazioni continuano ad arricchire il suo repertorio, ed è un piacere vederlo.

E poi, c’è questo libro-autocollages pubblicato nel 2024, Jean-Jacques Goldman – Chansons pour les yeux, dove i suoi classici sono reinterpretati a fumetti da grandi nomi come Zep. Un bel modo per dare una nuova giovinezza ai suoi brani, che fanno parte integrante della nostra cultura collettiva.

All’epoca in cui le piattaforme digitali dominano, i suoi dischi sono ora disponibili su tutte, permettendo a un nuovo pubblico di scoprire la sua magia, a lungo preservata dallo streaming. La fama, la statura della sua opera e la sua fortuna rimangono dati impressionanti, ma ciò che persiste soprattutto è questo attaccamento sincero del pubblico francese.

Per saperne di più sui suoi numerosi impegni e sulla sua incredibile biografia, non esitate a dare un’occhiata a risorse complete come ce sito dedicato o la sua pagina Wikipédia. Il mistero Goldman resta intatto per molti, ma la sua musica è aperta a tutti.

Jean-Jacques Goldman, avete capito, non si riduce a una semplice palette di hit. È un uomo discreto ma appassionato, tutto sommato di dimensioni umane, con una carriera che non ha finito di risuonare nei cuori. E poi, francamente, vedere il suo nome ancora acclamato oggi, è un vero traguardo.

Se volete davvero cogliere l’essenza di questo personaggio tanto misterioso quanto carismatico, prendetevi il tempo di sfogliare le sue canzoni, le sue collaborazioni e quegli istanti fuori scena in cui a malapena si rivela. E vedrete che dietro la leggenda c’è soprattutto un tipo in gamba, che ha saputo attraversare l’età con eleganza e rispetto.

Allora ecco, se pensavate di sapere tutto, lasciatevi sorprendere ancora un po’. Il giovane Jean-Jacques Goldman del 1951 ha saputo inventare una musica intramontabile che continua a cullare, interpellare e a volte a prendervi per il cuore. Una vera bella storia da ascoltare senza moderazione.


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