Jean-Michel Aulas

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Jean-Michel Aulas, nato il 22 marzo 1949 a L’Arbresle nel Rodano, compie 76 anni all’inizio del 2026. Sapete, non è solo quel grande boss del calcio, è anche un imprenditore dalla reputazione ben consolidata. A Lione, la sua città d’adozione, se ne parla molto, soprattutto negli ultimi mesi.

A dire il vero, la sua vita è una sorta di percorso atipico. Quello che si ricorda spesso è il suo ruolo quasi mitico alla guida dell’Olympique lyonnais, dove ha lasciato un’impronta indelebile. Ma è molto più di un semplice presidente di club, è anche un uomo politico che si lancia con ambizione nella campagna municipale.

Devo ammettere che è pazzesco vedere quanto, anche a 76 anni, rimanga pieno di energia e di progetti. Il suo comizio elettorale di settembre 2025 ha radunato una folla impressionante, prova che il suo equilibrio tra business e politica cattura ancora così tanto l’attenzione dei lionesi.

Per farvi capire, punta molto sulla sua notorietà, sulla sua longevità anche, per cercare di spodestare la maggioranza ambientalista guidata da Grégory Doucet. E non gli mancano le idee, in particolare con i suoi famosi progetti come quell’idea di foresta urbana a Lione, che fa molto rumore.

Jean-Michel Aulas: dalla regione di Lione alle vette del calcio

Allora, chi è davvero questo lioneser d’origine che tutti conosciamo? Nato in una piccola città vicino a Lione, si è fatto rapidamente un nome nel mondo degli affari prima di tuffarsi nel mondo del calcio. Quello che mi piace è che è riuscito a rimanere fedele alle sue radici pur scalando i gradini del successo.

Prima di dedicarsi al calcio, ha avuto una carriera da giovane imprenditore che lo ha preparato a gestire progetti ambiziosi. E come molte persone di successo, il suo percorso non è stato privo di sfide, ma ha sempre saputo rimbalzare. È lì che si capisce la finezza del suo carattere anche se mostra una certa forza.

Con un’altezza che impone un vero carisma, si fa notare in azienda. Ma nulla sarebbe stato lo stesso senza questa passione per lo sport, diventata un vero motore nella sua vita. L’OL è il suo bambino. Questo club è diventato grazie a lui un gigante del calcio francese, con un palmares che fa girare la testa.

Mi piace pensare che la sua età sia solo un numero. A 76 anni, dirige ancora con la stessa energia, il che conferma l’idea che la giovinezza dello spirito venga prima di tutto. Detto questo, a volte si impantana – in particolare con alcuni dibattiti politici più tesi, come mostra queste tensioni intorno al bilancio comunale.

Una carriera fuori dal comune: dal business alla leadership sportiva

Immergiamoci nei suoi successi. Prima di essere l’icona di Lione, Aulas ha fondato Cegid, un’azienda di software diventata un pilastro nel suo settore. È un vero self-made man, capite? È riuscito a trovare un equilibrio tra innovazione e gestione rigorosa che ha spinto la sua fortuna.

Non è solo un boss qualsiasi nel calcio. Sotto la sua spinta, l’OL è passato da una squadra modesta a un colosso con sette titoli di campione in Ligue 1. Francamente, gestire tutto ciò per così tanto tempo suscita rispetto, soprattutto quando si vede l’evoluzione del club dagli anni ’80.

La sua influenza va chiaramente oltre i campi: è riconosciuto nelle sfere economiche e politiche. È un uomo che non molla nulla, anche se il suo stile può a volte infastidire. La sua presenza nel mondo degli affari di Lione è molto forte e la sua fortuna gli permette di restare un attore imprescindibile.

Le sue recenti collaborazioni fanno parlare anche. Penso in particolare ai suoi contatti con figure politiche di rilievo e alle sue proposte per rilanciare Lione, dove spera di assumere ufficialmente la carica di sindaco. Non è cosa da poco, con un contesto politico ultra-teso, ma è fiducioso.

Vita privata: un uomo riservato nonostante la grande notorietà

Sul piano personale, Aulas è meno esposto, ma si sa che vive circondato dalla sua famiglia. Questo lato più intimo è spesso oscurato dalle sue attività pubbliche. Ha saputo mantenere un equilibrio tra vita personale e professionale, cosa che non è da tutti, soprattutto con un programma così fitto.

Un marito, un padre e un nonno, o addirittura un grande mecenate locale, indossa più cappelli. Quello che trovo toccante è il suo attaccamento ai figli e il desiderio di trasmettere valori forti. È rassicurante vedere questo aspetto di un uomo spesso percepito come molto commerciale.

A volte parla a metà voce di come la sua famiglia lo aiuti a tenere il timone. Nel mondo spietato dello sport e della politica, è un’àncora preziosa. E per divertimento, si può anche ricordare che ha una buona dose di umorismo, soprattutto quando scherza su aneddoti del calcio, cosa che lo rende più umano.

Ciò che stupirà sempre è la sua capacità di mantenere i piedi per terra nonostante la sua fortuna, la sua posizione nel panorama liones e la sua età. Resta accessibile nei suoi discorsi, anche se il suo modo di esprimersi può a volte sembrare un po’ alla vecchia maniera. Ma ecco, è anche questo che fa il suo fascino unico.

I progetti innovativi e le ambizioni politiche di Jean-Michel Aulas

Quindi nel 2026 non si ferma affatto: vuole trasformare Lione. La sua idea principale? Questo progetto di foresta urbana per rinfrescare le rive del Rodano, che riproduce un modello un po’ inedito in Francia. Una scommessa audace che dimostra come pensi a lungo termine.

Vuole anche scuotere le pratiche tradizionali del comune, rinunciando per esempio alle sue indennità nel caso venga eletto. Un modo per presentarsi come un candidato vicino alla società civile, non solo un businessman imponente. Cerca chiaramente di riconciliare i lionesi.

Sul piano politico, si muove molto. Si presenta come un outsider contro Doucet, e gli ultimi sondaggi gli danno un bel vantaggio. Le sue alleanze locali e il suo discorso contro decisioni giudicate troppo ambientaliste lo mettono in un duello molto atteso e particolarmente dinamico.

E non dimentichiamo le sue collaborazioni con altre figure politiche di Lione; è un uomo che sa circondarsi e far muovere le linee, anche a costo a volte di creare un po’ di controversia. Assume il suo ruolo e, francamente, si sente che non ha ancora detto l’ultima parola in questa campagna.

Le chiavi del successo e la personalità singolare di Jean-Michel Aulas

  • 🌟 Una visione a lungo termine molto definita
  • 🏆 Un’esperienza solida nello sport ad alto livello
  • 🧩 Una capacità di unire nonostante le opposizioni
  • 💼 Un percorso imprenditoriale che ispira
  • 🌿 Un impegno in progetti urbani ed ecologici

Tutto questo è ciò che lo rende una figura complessa ma affascinante. Chi non conosce la sua biografia completa rischia di perdersi un vero personaggio liones.

Il suo discorso rimane sempre un po’ particolare, segnato dal suo modo unico di mescolare business e passione per lo sport. Si percepisce qualcuno che vive per i suoi progetti e che rifiuta di farsi superare dalla sua età.

Quindi sì, forse c’è un pizzico di provocazione nel suo approccio, ma fa parte del personaggio. Jean-Michel Aulas provoca e divide, ma in fondo unisce anche. Capite il paradosso?


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