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Laurent Bourgnon, un marinaio fuori dal comune
Laurent Bourgnon è nato il 16 aprile 1966 a La Chaux-de-Fonds, in Svizzera. Fin da giovane è immerso nell’universo del mare, un terreno di gioco che non lascerà più veramente. Vi immaginate? Viaggiare in famiglia nei Caraibi per due anni quando aveva solo 4 anni, è pazzesco, no?
Adolescente, parte con i suoi cari per un giro del mondo di tre anni. È chiaro che a 13 anni sapeva già che la sua vita sarebbe stata legata al mare. Ciò che mi stupisce è questa passione che lo divora da così tanto tempo, molto prima della fama.
A 20 anni attraversa l’Atlantico da solo su un piccolo catamarano. È lì che tutto si mette in moto. Quel ragazzo non era venuto per fare da comparsa, voleva lasciare un segno nella storia della vela.
Ha quella forza, quella voglia di superare i limiti. Sentite l’energia che emana? È un vero sportivo nell’anima, non un navigatore tranquillo.
Origini semplici e un’identità forte nella vela
Laurent non è nato in una famiglia di marinai professionisti. È più una storia di passione familiare, dove ogni viaggio rafforzava l’amore per il mare. Questa semplicità ha forgiato la sua identità pubblica, un tipo naturale, simpatico, ma con un carattere di ferro.
Con suo fratello Yvan, anche lui un navigatore esperto, hanno fatto del mare il loro terreno di gioco preferito. Questa complicità fraterna è stata sicuramente un motore importante nel suo percorso, lontano dalle luci della ribalta, in modalità autentica.
L’età al momento della scomparsa nel 2015, 49 anni, dà un’idea della sua esperienza. Un uomo giovane di spirito, ma già ricco di una carriera incredibile. La sua statura nel mondo della vela è immensa, è una leggenda per molti.
Viene spesso presentato come un prodigio, il che si adatta bene al suo percorso impressionante e atipico, tra imprese e innovazioni.
Le imprese e la traiettoria di un navigatore fuori dal comune
Ciò che mi ha sempre stupito di Laurent è la sua capacità di accumulare perle. Solido fin dall’inizio, vince la Solitaire du Figaro a 22 anni. Una bella prova di maturità per un giovane.
1994, l’anno chiave della sua fortuna sportiva: si aggiudica la Twostar battendo il record della traversata, conquista il titolo mondiale degli skipper e soprattutto vince la mitica Route du Rhum. A quel punto, è al culmine, è un titano della vela!
Prosegue con la vittoria nella Transat Jacques Vabre nel 1995 e nella Transat Le Havre-Cartagène nel 1997, prima di conquistare nuovamente la Route du Rhum nel 1998. Questo palmarès, francamente, ne conoscete molti che fanno meglio?
Non si è limitato alla competizione. Ha lavorato su catamarani innovativi, ecologici, che uniscono prestazioni e rispetto per l’ambiente, un vero precursore. E il suo interesse non si ferma qui, partecipa anche a dei Paris-Dakar, è un vero tuttofare.
Una vita privata ben sua, lontano dai riflettori
Dal punto di vista sentimentale, Laurent ha saputo mantenere un equilibrio. Sposato con Caroline, hanno quattro figli insieme. Quattro! Una grande famiglia per questo navigatore d’ampio respiro.
Trovo abbastanza toccante che un uomo con tale fortuna acquisita nello sport mantenga questa priorità verso la famiglia. Dimostra che era soprattutto un uomo con un vero senso delle cose semplici.
Anche se era sotto i riflettori, non si è mai lasciato risucchiare da quella vita. Questa discrezione sulla sua vita privata mi è sempre sembrata preziosa, soprattutto in un ambiente dove tutto può diventare rapidamente folle.
Vivevano in armonia, tra passione per il mare e momenti familiari. Personalmente, questo equilibrio mi parla molto.
Aneddoti significativi e un’ultima avventura in Polinesia
Laurent era anche quel tipo che non esitava a spingersi oltre i limiti, anche a rischio. La sua misteriosa scomparsa nel 2015 durante un’immersione subacquea in Polinesia ha lasciato tutti senza parole.
Le ricerche sono durate diversi giorni, ma non è mai stato ritrovato. Questo tipo di storia ti fa riflettere sulla vita. Il mare, per quanto bello, può essere spietato.
Suo fratello Yvan ha reso un omaggio commovente, rivelando la profondità del legame che condividevano. Una fratria affettuosa, piena di forza e sfide comuni.
Nel 2026, la sua eredità sportiva rimane immensa e continua a ispirare intere generazioni. Questo è il vero segno di una leggenda.
Notizie e collaborazioni intorno a Laurent Bourgnon
Anche dopo la sua scomparsa, si parla ancora di Laurent nei media. Il suo nome ricorre regolarmente in reportage e omaggi, in particolare su Le Figaro o Voiles & Voiliers.
Documentari ripercorrono la sua vita, mettendo in luce il suo percorso unico. La sua famiglia, i suoi amici e la grande comunità degli amanti del mare perpetuano il suo ricordo con forza ed emozione.
Progetti eco-responsabili nella vela si ispirano alle sue idee per sviluppare catamarani economici, una causa che sosteneva con passione. Il suo spirito di innovazione continua a respirare nella disciplina.
I skipper contemporanei citano spesso il suo esempio, perché la sua età al momento delle imprese dimostra che non c’è età per realizzare cose straordinarie. Per loro è una vera fonte di motivazione.
- ⛵ Campione della Solitaire du Figaro 1988
- 🌊 Detentore del record della traversata dell’Atlantico nel 1994
- 🏆 Vincitore della Route du Rhum nel 1994 e 1998
- 🚗 Partecipante al Paris-Dakar, mostrando la sua versatilità
- 🌍 Innovatore nei catamarani ecologici
- 🧜 Scomparso in mare nel 2015 durante un’immersione in Polinesia

