Olivier Assayas

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Olivier Assayas, un regista imprescindibile del cinema francese

Nato il 25 gennaio 1955 a Parigi, Olivier Assayas ha oggi 71 anni. Guardando il suo percorso, si resta colpiti dalla precisione e dal coraggio con cui ha attraversato le epoche del cinema. Devo ammettere che è affascinante seguire un regista che non smette mai di sorprendere.

Il suo nome risuona nei circoli del cinema contemporaneo: critico appassionato, regista visionario o sceneggiatore con molte collaborazioni, Assayas porta una sensibilità unica che accompagna la sua opera e lo distingue.

In sostanza, è un artista che, fin da giovane, ha lo sguardo rivolto alla modernità, sempre alla ricerca di nuove espressioni, che parlano della nostra epoca e dei suoi paradossi. Un percorso ricco, tutt’altro che lineare, in cui tutto sembra incastrarsi in modo quasi organico.

Questa miscela di autenticità, curiosità e uno sguardo piuttosto crudo sulla società è ciò che fa sì che la sua fortuna artistica sia tutt’altro che stabile – cresce piuttosto a ogni film, a ogni rischio preso.

Chi è Olivier Assayas? Origini e identità pubblica

Olivier Assayas è innanzitutto quel tipo nato in una famiglia di artisti e intellettuali. Suo padre, Jacques Rémy, sceneggiatore famoso, sua madre decoratrice, di origine ungherese, pongono le basi di un universo culturale ricco.

È cresciuto nel cuore di Parigi, tra pittura e letteratura, cosa che forse spiega questo suo modo di mescolare arti ed emozioni nei suoi film. Tra l’altro, i suoi studi alle Beaux-Arts e alla Sorbona rimangono una tappa chiave prima che si dedichi con decisione al cinema.

Quello che si vede in pubblico è questa miscela di eleganza discreta e passione profonda, lontano dalle star appariscenti. Sì, è un grande signore del cinema francese, ma con una naturalezza e umiltà quasi rinfrescanti.

E poi, il suo gusto per le culture popolari, come il rock o il cinema asiatico, lo distingue davvero dalla massa, soprattutto conoscendo il suo percorso da critico per Les Cahiers du cinéma e Rock & Folk. Cambia tutto.

Il giovane Olivier prima della celebrità: critico e scopritore

Ah, la sua giovinezza è quel momento in cui era un po’ ovunque, ma sempre nel cuore del cinema. Immaginate un ragazzo agli inizi degli anni ’80 che scrive per Métal Hurlant, Les Cahiers du cinéma e Rock & Folk. Incredibile, no?

Non era ancora regista, ma la scena era già pronta per lui. Il suo amore per il cinema asiatico, in particolare il kung-fu, avrebbe segnato la sua opera più avanti. E poi, da critico, ha la libertà di giudicare tutti gli stili, il che forgia un occhio da lince.

Questa miscela di apertura e rigore dà il tono fin dall’inizio: Assayas non è qui per fare qualcosa di già visto. La sua prima esperienza con la regia inizia con cortometraggi, ma la vera svolta è il suo primo lungometraggio nel 1986, Désordre.

E onestamente, Désordre non è un film da prendere alla leggera. Esplora la difficoltà del passaggio all’età adulta, con una camera che quasi gela. Si vede un giovane regista che non molla niente, è crudo, senza filtri.

Carriera e grandi successi: una traiettoria piena di sorprese

La sua filmografia parla da sola: da Désordre a Personal Shopper, passando per Irma Vep o Carlos, abbiamo a che fare con un regista che ama sperimentare ogni genere e non rinchiudersi.

Irma Vep, per esempio, quel film ibrido, è diventato culto grazie al suo omaggio a Feuillade e al cinema di Hong Kong, con Maggie Cheung davanti alla macchina da presa. Tra l’altro, la loro storia privata ha nutrito quel periodo, dando un lato molto intimo al progetto.

Si può anche citare Carlos, che ha infranto le barriere tra televisione e cinema con le sue 5 ore e 30 di racconto sul mercenario. È qualcosa di mai visto e gli ha valso un Golden Globe, non poco!

Certo, ha anche vinto il premio per la regia a Cannes per Personal Shopper, prova che anche in età avanzata resta quel maestro capace di affascinare una giuria. La sua fortuna personale? Diciamo che trova la sua essenza nella sua opera e nella sua enorme influenza.

Vita privata, matrimoni e figli: un lato intimo svelato

Nella sua vita privata, Olivier Assayas è un uomo riservato ma il cui cuore ha conosciuto grandi storie. Sposato brevemente con Maggie Cheung, con cui ha condiviso un bel periodo artistico e umano, hanno divorziato dopo alcuni anni.

Ha anche vissuto una lunga storia con la regista Mia Hansen-Løve, con cui ha un figlio. Quindici anni insieme non sono pochi e sicuramente hanno nutrito la sua visione sulle relazioni umane che spesso racconta nei suoi film.

Non è il tipo da star che mette in mostra la sua vita, ma quel poco che si sa aggiunge una simpatica profondità intorno a un tipo che rimane prima di tutto un appassionato del suo mestiere.

Penso che questa vita intima, tra confidenze e rispetto, alimenti il suo modo di descrivere relazioni complesse, siano esse amorose o sociali.

Progetti recenti e collaborazioni notevoli di Olivier Assayas

Negli ultimi anni non si è mai adagiato sugli allori: dopo Cuban Network nel 2019, con Penélope Cruz, Gael García Bernal ed Édgar Ramírez, continua la sua esplorazione del thriller e del dramma complesso.

Si parla anche de Le Mage du Kremlin nel 2025, progetto promettente con Sylvester Stallone e Rachel Weisz. Onestamente, un cast simile non lascia indifferenti.

Parallelamente, nel 2022 ha rilanciato la serie Irma Vep per HBO, rivisitata in una versione più contemporanea, segno che alla sua età resta pienamente al passo con la nuova generazione e le piattaforme digitali.

Collabora anche spesso con attori e registi rilevanti come Juliette Binoche o Kristen Stewart, prova che sa mantenere il contatto con i talenti che contano oggi.

Un cinema dell’istante e della modernità: il marchio di Olivier Assayas

Ciò che sorprende in Assayas è il modo in cui cattura la giovinezza, anche a 71 anni. Sì, parla spesso di giovani, violenza e disincanto, ma sempre con profondità, un’umanità straordinaria.

I suoi film non sono mai statici, evolvono con il tempo, come mostra il suo lavoro su Après Mai, dove rivisita la nostalgia post ’68, o i suoi saggi sulle mutazioni tecnologiche e sociali.

Onestamente, abbiamo qui qualcuno che mescola poesia e realismo duro, scuote i codici per tirarne fuori qualcosa di davvero personale e contemporaneo.

E questo, nel cinema francese, è prezioso, nel cuore di un’industria a volte tentata dalla standardizzazione.

Come Olivier Assayas ha influenzato il cinema francese e mondiale

Bisogna ammetterlo, Assayas ha dato nuovo slancio al cinema francese degli anni Ottanta e Novanta, con questo sguardo acuto rivolto alla gioventù e alla società.

Vi confesso che il suo mescolare generi, la sua cultura eclettica (kung-fu, rock, nouvelle vague) ha chiaramente permesso ai registi francesi e anche internazionali di uscire dai sentieri battuti.

Figure come Arnaud Desplechin gli devono ovviamente molto, ma anche talenti meno evidenti a prima vista, affascinati dal suo universo e dalla sua tenacia.

È questa immagine di un cinema insieme intellettuale e pop, critico e tenero, che continua a fare effetto lontano dai riflettori tradizionali.

Alcuni aneddoti sorprendenti su Olivier Assayas

  • 🎬 Il film Irma Vep fu girato in un mese, con un budget molto ridotto, un’impresa che mostra il suo senso della faida e dell’inventiva.
  • 🌏 È stato uno dei primi critici a interessarsi al cinema asiatico in Europa, pubblicando un numero speciale su questo tema per Les Cahiers du cinéma.
  • 🎥 La versione lunga di Carlos, più di 5 ore, è stata proiettata al Festival di Cannes 2010, cosa rara per un film per la televisione.
  • 📚 Assayas ha anche curato dei numeri su Guy Debord, cosa che mostra il suo lato intellettuale appassionato dei movimenti culturali.
  • ⭐ Il suo premio a Cannes per Personal Shopper è stata la sua prima ricompensa in questo prestigioso festival, cosa che stupiva molti che già seguivano la sua carriera.

La ricca filmografia che compone la carriera di Olivier Assayas

  • 🎞 Désordre (1986)
  • 🎞 L’Enfant de l’hiver (1988)
  • 🎞 Paris s’éveille (1991)
  • 🎞 Une nouvelle vie (1993)
  • 🎞 L’Eau froide (1994)
  • 🎞 Irma Vep (1996)
  • 🎞 Fin août, début septembre (1998)
  • 🎞 Les Destinées sentimentales (2000)
  • 🎞 Demonlover (2002)
  • 🎞 Clean (2004)
  • 🎞 Boarding Gate (2007)
  • 🎞 L’Heure d’été (2008)
  • 🎞 Carlos (2010)
  • 🎞 Après Mai (2012)
  • 🎞 Sils Maria (2014)
  • 🎞 Personal Shopper (2016)
  • 🎞 Doubles Vies (2019)
  • 🎞 Cuban Network (2019)

Ha anche contribuito a opere documentarie e cortometraggi, cosa che dimostra la sua passione per tutte le forme di espressione.

Olivier Assayas nel mondo digitale e nei media contemporanei

Trovo incredibile che un regista della sua generazione si impegni ancora pienamente nelle nuove modalità, come con la serie Irma Vep su HBO o le molteplici piattaforme che diffondono le sue opere.

La sua presenza in festival moderni e le sue prese di posizione, come nel 2018 con Juliette Binoche per il clima, mostrano che non è solo un artista ma anche un cittadino impegnato.

Lo si può seguire facilmente su siti come Allociné o Popcinema, dove le sue interviste e analisi rivelano un uomo appassionato e curioso.

Questo dialogo con il suo pubblico, questi scambi attorno al suo lavoro, forse è la chiave per capire che la sua età non è un ostacolo, anzi.


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