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Allora, Rémi Bezançon, è un regista francese nato a Parigi il 25 marzo 1971, sinceramente, un tipo che ha messo tutti d’accordo con le sue storie che colpiscono dritto al cuore. Ha quell’età in cui l’esperienza ti dà una saggezza rara, ma senza perdere la freschezza di un giovane che ancora cerca di raccontare cose vere.
Conoscete sicuramente il suo film cult Le Premier Jour du reste de ta vie. Questo film ha una sorta di aura, quasi magica. Io, ogni volta che lo guardo, mi dico che non è solo una cosa per il grande pubblico, è un vero viaggio emozionale, quel tipo di storia che resta attaccata alla pelle a lungo dopo la fine dei titoli di coda.
Prima che il cinema lo adottasse, questo signore ha fatto i suoi primi passi alla École supérieure de réalisation audiovisuelle, l’ESRA per gli amici. È lì che ha scoperto il gusto di raccontare storie con le immagini. Ha navigato prima tra cortometraggi, e poi, un po’ a sorpresa generale, ha colpito forte con il suo primo lungometraggio nel 2005, Ma vie en l’air, con Marion Cotillard. Se vi piacciono i film che oscillano tra umorismo tenero e riflessioni serie, avete di che divertirvi.
Quello che mi piace anche, è che lontano dall’essere un regista «classico», ha uno stile che mescola il ritmo, la risata e una malinconia molto dolce, quasi un po’ nostalgica, capite? Ah sì, e la sua posizione nel cinema francese non è affatto piccola, eh, è un pezzo grosso nel genere della commedia drammatica. La sua fortuna riflette il suo lavoro serio ma accessibile, niente bling-bling, solo vero.
Chi è Rémi Bezançon, un regista francese da percorso ispiratore
Rémi Bezançon, come dicevo, è nato nel 1971 a Parigi, una città che ha decisamente forgiato il suo sguardo sul mondo e sulla vita. È un tipo venuto da un ambiente in cui la creazione artistica non è solo un hobby ma una necessità quasi vitale. Dopo i suoi primi anni, ancora giovane, non si precipita. Si prende il tempo di formarsi, in particolare all’ESRA dove si immerge totalmente nell’universo audiovisivo.
Se avesse potuto, sono sicuro che avrebbe iniziato a girare quando aveva 10 anni, ma insomma, la vita ha deciso diversamente. Nella sua giovinezza, si avvicina già alla scrittura, cosa naturale quando si vogliono raccontare storie. Il cinema è il suo strumento, non solo un lavoro, e questo si sente in tutti i suoi film. Va oltre la tecnica, è davvero cuore su pellicola.
Il suo primo lungometraggio è una scommessa rischiosa. Ma con Ma vie en l’air, mostra subito che è qui per restare. Marion Cotillard, Vincent Elbaz, Gilles Lellouche in un film dove il tono oscilla tra commedia e malinconia. Questo film non fa un botto enorme ma apre la strada a una carriera ricca e piena di promesse.
Quello che è sbalorditivo è la sua capacità di evolversi, di non adagiarsi mai sugli allori. Per esempio, nel 2011, adatta un romanzo con Un heureux événement. Non è il successo della sua carriera, ma è una bella prova che gli piace prendere rischi e cercare il suo pubblico in modi diversi. Non solo cavalcare un successo unico, no, vuole davvero raccontare storie varie e toccanti.
Percorso e filmografia chiave di Rémi Bezançon, una carriera ricca di emozioni
Qui bisogna dire che si è fatto un bel nome. Chiudendo il cerchio, si vede molto bene come i suoi film abbiano quel qualcosa in più che parla alle generazioni. Le Premier Jour du reste de ta vie non è solo un film, è una fetta di vita che si ritrova a casa, tra risate e lacrime. Più di un milione di ingressi, solo quello, fa impressione!
È anche un tipo che ama lavorare con gli stessi attori, un po’ come una famiglia. Pio Marmaï, per esempio, torna regolarmente nei suoi film, non è un caso, c’è quella chimica che funziona perfettamente. Nel 2012, ottiene un grande successo con Zarafa, un film d’animazione co-diretto che supera 1,5 milioni di ingressi, Wow, il suo maggior successo al botteghino. Una bella dimostrazione della sua polivalenza.
È anche impegnato, non solo nel cinema ma nella società. Nel 2014 firma film di prevenzione per la sicurezza stradale, commissioni che hanno senso. Mostra che un regista non è solo un narratore di storie, è a volte un attore cittadino.
Per quanto riguarda le novità, nel 2026 lo ritroviamo su diversi progetti, sempre legati a sceneggiature curate e collaborando con figure di spicco del cinema francese. Il suo stile e la sua età gli permettono di avere uno sguardo lucido ma anche pieno di freschezza sul mondo che cambia.
Vita personale di Rémi Bezançon e piccoli aneddoti che lo rendono simpatico
Innanzitutto, sarete curiosi, sì, ama mantenere la sua vita privata abbastanza discreta, ma è sposato e padre di famiglia. Sembra classico, ma nel suo caso dà una bella stabilità, un’ispirazione per i suoi racconti spesso centrati sulla famiglia e sui sentimenti umani. La vita intima la vive alla sua immagine nei film: semplice, sincera, con alti e bassi.
Oh e poi, un aneddoto simpatico, è un grande fan di Stanley Kubrick e dei western come C’era una volta il West, riferimenti abbastanza cool che hanno influenzato il suo sguardo cinematografico. Giuro che sorprende un po’, viste le sue pellicole così contemporanee e leggere a volte.
Un fatto che mi piace molto: ha iniziato la sua carriera scrivendo per cortometraggi, un periodo in cui ha affinato il suo stile senza pressione, senza fretta. È un bel esempio per tutti quelli che vogliono riuscire giovani ma sanno che ci vuole pazienza e tempo.
Quindi sì, per quanto riguarda la fortuna non siamo nel blockbuster hollywoodiano ma più in un successo tranquillo, meritato, solo per il suo talento, niente esibizioni. E la dimensione di questa fortuna rimane un segreto ben custodito, ma possiamo immaginare che il suo percorso sia, alla fine, piuttosto confortevole oggi.
I film cult di Rémi Bezançon da non perdere 🎬
- ✨ Ma vie en l’air (2005) – La commedia romantica che lancia la sua carriera
- 🎭 Le Premier Jour du reste de ta vie (2008) – Il film che tocca tutte le generazioni
- 🎥 Un heureux événement (2011) – L’adattamento sensibile di un romanzo contemporaneo
- 🦒 Zarafa (2012) – Capolavoro d’animazione e successo di pubblico
- 😄 Nos futurs (2015) – Ritorno alla commedia drammatica, frizzante ed emozionante
Potete saperne di più sul suo percorso completo e sui suoi film dando un’occhiata a Allociné o Première. Quello che è pazzesco è che ogni volta è sempre questa stessa passione per i dettagli e questa sensibilità che emerge.
Cosa fa di Rémi Bezançon oggi una figura importante del cinema francese
Questo tipo ha una capacità incredibile di parlare delle piccole cose della vita, quelle che si dimenticano, ma che fanno tutta la differenza. Ha trovato una formula unica tra emozione, realismo e umorismo. È probabilmente questo che spiega perché continua a toccare così tante persone anche con i suoi 55 anni ben portati.
Rémi Bezançon non fa solo il regista, scrive anche le sue sceneggiature, e si vede. La cura del dettaglio è impressionante. Di conseguenza, si ha sempre la sensazione di essere testimoni di un istante prezioso, di un momento sospeso, non solo di un film che passa.
Non è il tipo che segue la moda, preferisce scavare i propri solchi, anche a costo di deludere un po’ a volte. Ma questo, francamente, dà profondità alla sua carriera e allo sguardo che si posa sulle sue opere.
Infine, e forse è la cosa più importante, rimane accessibile, vicino al suo pubblico e sempre pronto a collaborare con giovani talenti. Il suo percorso è un esempio perfetto di cosa può dare un lavoro fatto con passione nel lungo termine.

