Roberto Benigni

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Roberto Benigni, lo conoscete, vero? Quel volto elastico ed espressivo che trabocca di energia, con quella sua risata che ti sorprende all’improvviso. Nato il 27 ottobre 1952 a Castiglion Fiorentino, in Toscana, ora ha 73 anni e sapete una cosa? È ancora vivissimo, quasi come se il tempo non lo sfiorasse davvero.

Ho sempre trovato affascinante il suo percorso, soprattutto sapendo che è cresciuto in una famiglia modesta. La Toscana rurale, un ambiente che forgia, che ispira. Non ha scelto la strada facile, tutt’altro. La sua passione era già lo spettacolo, da giovanissimo, prima ancora di diventare una star, sperimentava tutto ciò che poteva far ridere e toccare le persone.

La carriera di Benigni è un po’ un fuoco d’artificio di inventiva. È comico, attore, ma anche regista e sceneggiatore. Questa miscela esplosiva lo ha portato a una fama mondiale, soprattutto con quel film culto La vita è bella che ha segnato ben oltre la semplice commedia.

La sua fortuna? Diciamo che è all’altezza del suo successo, ma è soprattutto la sua età e la sua incredibile energia a dare il tono. Incarna perfettamente quell’idea che la giovinezza dello spirito conta più della giovinezza del corpo, anche a 73 anni è un attore, un uomo sorprendentemente giovane.

Roberto Benigni: dal villaggio toscano alla scena internazionale, un percorso unico

Nato in una famiglia semplice a Manciano La Misericordia, Roberto Benigni è il quarto figlio di Luigi Benigni, un mezzadro. L’Italia rurale è stata il suo terreno di gioco e formazione, con le sue tre sorelle maggiori. Non ha mai perso quel tratto autentico, quel lato “ragazzo di paese” che rende il suo percorso tanto affascinante.

Piuttosto che seguire un percorso classico, Roberto ha prima provato a tentare la fortuna nella magia a Firenze. Apprendista mago, ve lo immaginate? Un giovane che cerca di catturare il pubblico, anche se non era il palcoscenico del cinema. Questo inizio è quasi simbolico della sua capacità di sorprendere sempre.

Si trasferisce a Roma nel 1972, dove si immerge nel teatro sperimentale. Collabora con la compagnia Beat’72 e fa spettacoli sorprendenti. Nel 1975, l’incontro con Giuseppe Bertolucci è decisivo. Questo regista gli dà un monologo cucito su misura per lui, Cioni Mario di Gaspare fu Giulia, che diventa un enorme successo in tutta Italia.

Un periodo in cui crea un personaggio a metà strada tra clown e poeta, molto espressivo, a volte quasi assurdo. Questa parte di esuberanza e questa candore così particolare danno a Benigni un posto unico. È fra quelli che si amano sia per la loro follia che per la loro sincerità.

Dagli esordi a teatro ai primi passi nel cinema

Si può dire che il suo ingresso nel cinema sia stato naturale, anche se ha iniziato con calma. Nel 1977, Giuseppe Bertolucci gli apre le porte del grande schermo con Berlinguer ti voglio bene, dove interpreta un giovane semplice, vicino a sua madre severa e fuori dagli schemi. Onestamente, vedendo quel film, si sente già quello stile inimitabile.

Il suo primo contatto con la televisione nel 1978, come critico cinematografico fuori di testa in L’altra domenica, ha lasciato il segno, anche se gli è valso qualche richiamo per le sue uscite. Non sorprende, vista la sua franchezza e la libertà disarmante.

Roberto fa tutto da solo, cantante, musicista, comico. Non stupisce che la macchina da presa lo abbia presto notato. Negli anni ’80 alterna televisione, teatro e cinema. Un attore completo con un tocco tutto suo.

Trovo spesso divertente vedere come ha oscillato tra film come Chiaro di donna, con Yves Montand, e i suoi film stravaganti, che mostrano la sua immaginazione traboccante. Ha il dono di rendere un personaggio umano e affascinante anche nelle storie più folli.

Lo splendore della sua carriera grazie a La vita è bella e altri successi

Beh, diciamolo, il vertice è La vita è bella, uscito nel 1997. È un film che ha sconvolto, sorpreso e commosso. Non facile trattare la Shoah con leggerezza, eppure è riuscito a mescolare risate e tragedia. Ha vinto ben tre Oscar, tra cui quello per il miglior attore, facendo di Roberto Benigni una star internazionale.

Il suo approccio era mostrare speranza e amore in mezzo all’orrore. Quel film è quasi un omaggio alla sua storia familiare, figlio di un deportato. Ammetto che è pazzesco come sia riuscito a emozionare tanto con una storia così pesante, essendo anche divertente.

Dopo questo trionfo, ha proseguito con ruoli memorabili, come il consigliere eccentrico Détritus in Astérix e Obélix contro Cesare, accanto a Gérard Depardieu. Un ruolo completamente fuori di testa, eppure indimenticabile.

Ha interpretato anche Pinocchio nel 2002, in un film che è stato il più costoso nella storia del cinema italiano al momento dell’uscita. Ah, quello divide ancora! Critiche contrastanti, ma il pubblico italiano ha risposto bene. Più tardi ha firmato La tigre e la neve, una storia d’amore in piena guerra in Iraq, fedele al suo stile che mescola dramma e commedia.

Collaborazioni importanti e il suo impatto culturale

Roberto Benigni è anche quel tipo che ha recitato con Jim Jarmusch, in Down by Law, un film culto per gli appassionati del cinema indie. Non è proprio mainstream, ma gli ha aperto un’altra dimensione, un altro pubblico.

Spesso è stato accompagnato sullo schermo da sua moglie e partner, Nicoletta Braschi. La loro coppia, unita dal 1991, è una delle storie d’amore più toccanti del cinema italiano. Brillano insieme, sia a teatro che sullo schermo.

Più recentemente, Benigni ha rivisitato la Divina Commedia di Dante nel suo spettacolo Tutto Dante, una specie di one-man-show intenso dove dispiega tutta la sua verve e poesia. Enorme successo di pubblico, con decine di rappresentazioni e persino una trasmissione televisiva.

Nel 2021 ha ricevuto il Leone d’oro per l’insieme della sua carriera alla Mostra di Venezia, un riconoscimento meritato per quest’artista allo stesso tempo esuberante e profondamente sincero.

La vita privata di Roberto Benigni: amore e semplicità

Se si parla spesso dell’artista, la sua vita personale è piuttosto classica e tenera. È sposato dal 1991 con Nicoletta Braschi, che è anche la sua attrice feticcio. La loro unione è solida, si sostengono sempre attraverso gli alti e bassi della vita cinematografica.

Hanno vissuto a lungo a Roma, coltivando una discrezione sorprendente per star del suo livello. Non sono il tipo da ostentare la loro fortuna né da finire sulle pagine dei tabloid per scandali. La loro complicità è palpabile, si percepisce molto rispetto reciproco e una vera intesa nelle loro collaborazioni.

Non hanno figli, cosa che sorprende alcuni, ma la loro famiglia è soprattutto il mondo artistico che condividono ogni giorno. Roberto odia i riflettori quando diventano troppo invadenti, preferendo che la magia rimanga nei suoi film e sul palcoscenico.

Una relazione nata su un set, intorno a un film un po’ atipico, è così romantica, non credete? Aggiunge uno strato di magia alla sua storia già quasi cinematografica.

Alcuni aneddoti che danno a Roberto Benigni il suo vero colore

Ecco, Roberto è uno che non fa come gli altri. Vi ricordate quel momento storico agli Oscar? Quando ha vinto per La vita è bella, ha letteralmente saltato sulle sedie, spensierato ed euforico. È rimasto negli annali.

Ha anche una storia folle con Enrico Berlinguer, il celebre politico italiano. Durante un comizio, Roberto lo ha preso letteralmente in braccio! Niente di usuale per l’epoca, ma spiega bene il suo lato ribelle mescolato a una grande tenerezza.

La sua esuberanza sul palco non è solo spettacolo. Si è formato all’École Philippe Gaulier, famosa per il suo approccio al teatro clownesco e fuori dagli schemi. Si sente questa influenza in tutto ciò che fa.

Un’altra cosa simpatica: spesso si è doppiato da solo in francese per il film Down by Law. Quel tipo ama sperimentare tutto, anche le lingue.

  • 🎭 La sua passione per il teatro di strada
  • 🎬 Il suo amore per i ruoli dalla sceneggiatura alla regia
  • 💖 Il suo incontro magico con Nicoletta Braschi
  • 🏆 I numerosi riconoscimenti, tra cui il Leone d’oro nel 2021
  • 🎤 Il suo spettacolo Tutto Dante, una vera svolta

Situazione nel 2026 e novità

Allora, nel 2026, Ruben Benigni continua a esplorare nuovi progetti. Ha recentemente recitato nel film di Matteo Garrone, riprendendo il ruolo di Geppetto in Pinocchio, un bel cerchio che si chiude con il suo stesso film del 2002.

Gira anche il mondo con Tutto Dante, uno spettacolo che continua a incontrare un pubblico entusiasta, prova che la sua energia e il suo carisma restano intatti nonostante l’età.

Benigni lavora anche a diverse collaborazioni artistiche, con figure come Martin Scorsese o attori francesi e italiani. La sua rete si amplia sempre, prova di questa popolarità interminabile.

La sua importanza nel cinema internazionale resta considerevole, anche se, chiaramente, non corre più dietro ai riflettori come agli inizi. È un saggio del cinema, un po’ fuori dal tempo, che continua a ridere della vita, e si sente.

Per saperne di più su questo personaggio così unico, potete consultare questa biografia dettagliata o il suo profilo IMDb, appassionante per immergersi nei suoi film. Altrimenti, britannica.com offre anche un’analisi approfondita della sua carriera.

Per gli appassionati di cinema più tecnici, il sito BIFI è una miniera d’oro, e troverete anche informazioni sulla sua vita privata su Gala.

Infine, per seguire le sue ultime interviste e novità, non esitate a dare un’occhiata a Première o Allociné.


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