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Il suo percorso è tutt’altro che comune. Originario di Boulogne-Billancourt, ma cittadino del mondo, Romain Cannone è cresciuto tra Brasile e New York. Immaginate un ragazzino che scopre la scherma in un’accademia di New York, mentre i suoi genitori gestiscono una bottega di macarons. Sì, macarons e lame, una strana combinazione, no?
Quello che ha fatto sulla scena internazionale è semplicemente sorprendente. Romain Cannone è quel tipo che inizia alle Olimpiadi come riserva e a 24 anni diventa campione olimpico battendo diversi top mondiali. Da allora ha accumulato titoli mondiali e performance di squadra, davvero fantastico!
Dal lato personale, sappiamo che non è solo uno schermidore. Impegnato nella sua carriera, ha persino lavorato in EDF, un vero tipo serio che gestisce la sua vita lontano dal clamore dello sport, cosa piuttosto interessante se si guarda al suo percorso.
Romain Cannone: un campione olimpico dal destino inaspettato
Quindi voi vi state sicuramente chiedendo chi sia davvero questo Romain Cannone? Onestamente, la sua storia è più di un semplice percorso sportivo. Nato nel 1997, è un francese con radici che oscillano tra Francia, Brasile e Stati Uniti.
A 12 anni, un dettaglio mi ha fatto sorridere: inizia la scherma a New York, con suo padre che gestisce una bottega di macarons. Non comune, vero? Questo ragazzo scopre prima il fioretto prima di dedicarsi alla sciabola, una scelta di cui non si pentirà.
Il suo ritorno in Francia nel 2016 lo riporta al club VGA Saint-Maur, dove affina il suo stile. Piuttosto tranquillo, lontano dal sistema delle star, procede coi suoi tempi, senza troppo rumore.
Questa discrezione termina ai Giochi di Tokyo nel 2021, quando era 47° nel ranking mondiale. Una vera doccia fredda per gli avversari che non se lo aspettavano. Si prende l’oro e diventa il primo schermidore francese campione olimpico individuale da molto tempo.
Il percorso prima della gloria: una traiettoria tra passione e sorprese
Il cammino di Romain Cannone non è stato un fiume tranquillo, questo è certo. La scherma, la inizia alla fine dell’infanzia a New York, un po’ per caso, un po’ per curiosità. Ciò che è incredibile è che non è stato un esordiente dominante fin da subito.
Si orienta verso la sciabola, sotto la guida di Michael Mokretsov, un nome che torna spesso quando si parla di bravi allenatori. Romain ritorna in Francia nel 2016, dove continua ad allenarsi in un club che lo aiuterà a esplodere: il VGA Saint-Maur.
Prima di Tokyo, non era davvero quello su cui si scommetteva. Si occupa anche della sua vita professionale, lavorando in EDF, qualcosa di molto lontano dall’immagine dell’atleta a tempo pieno. Questo ragazzo è un vero multitasking, e gli si addice molto.
La carriera e le sue medaglie: dall’ombra alla luce
Tokyo è una svolta. Arriva come riserva, senza grosse pressioni, e bam, continua il suo percorso eliminando diversi dei migliori ai mondiali. La finale? Vince battendo il numero uno al mondo. Davvero, non ero pronto a questo.
Dopo di ciò è stato un vero spettacolo. Doppio campione del mondo al Cairo nel 2022, medagliato europeo a squadre, bronzo ai Mondiali 2023. Ah, e campione d’Europa a squadre nel 2024. Ora la sua posizione nella top mondiale è ben consolidata.
Il suo palmares è straordinario, ma Romain Cannone resta umile, quasi stupito di ciò che realizza. Un tipo molto creativo, che sorprende per il suo stile incisivo e tattico, sicuramente non è un semplice copia e incolla. È uno dei pochi ad essere incoronato sia ai Giochi Olimpici che ai mondiali nella sciabola.
- 🥇 Oro individuale alle Olimpiadi di Tokyo 2021
- 🌍 Doppio campione del mondo 2022 (individuale e a squadre)
- 🇪🇺 Campione d’Europa a squadre nel 2024
- 🥉 Bronzo mondiale individuale 2023
- 🏆 Molteplici podi in Coppa del mondo
Vita privata e aneddoti: tra scherma e macarons
Volete sapere una cosa divertente? I suoi genitori, infatti, hanno una bottega di macarons a New York. Insolito per un atleta di alto livello, no? Gli dà un lato un po’ dolce, contrastante con la lama affilata che maneggia così bene.
Oltre le pedane, Romain conduce una vita abbastanza classica, bilanciando il lavoro in EDF e la scherma. Questo rende la sua medaglia d’oro ancora più sorprendente, visto che gestisce da solo questi ruoli. Beh, ognuno può pensare quello che vuole di questa scelta.
Nel 2024, dopo i Giochi di Parigi un po’ deludenti per lui, ha preso una pausa. Una stagione 2024-2025 più tranquilla, limitata a poche competizioni, come il Challenge Monal, dove è tornato a confrontarsi con l’alto livello in maniera dolce.
Una personalità affascinante, discreta, ma determinata. Si sente che anche se il rumore intorno a lui si è placato, la fiamma continua a bruciare.
Gli impegni attuali e le collaborazioni con altre stelle della scherma
Dal suo ultimo grande appuntamento ai Giochi di Parigi, Romain Cannone ha scelto di concentrarsi su un ritorno graduale, soprattutto al club VGA Saint-Maur. Lì condivide la sua esperienza con i più giovani, motivando la nuova generazione.
Si è anche avvicinato ad altri grandi nomi della scherma come Yannick Borel e Alexandre Bardenet. Insieme formano un trio rispettato, anche se negli ultimi anni ci sono state alcune tensioni all’interno della squadra.
Romain ha saputo trarre vantaggio da questa esperienza collettiva per preparare una rinascita. La sua partecipazione al Challenge Monal nel 2025, per esempio, è stato un vero ritorno alle origini, in un contesto che conosce bene e dove ha sempre fatto le sue armi.
Naturalmente, si aspetta di vedere cosa farà nelle stagioni future, perché la lama fatale è proprio lui a cercarla ancora, e di lui non abbiamo ancora finito di parlare.
Romain Cannone, campione da seguire negli anni a venire
Romain è un po’ l’esempio perfetto del successo che deriva prima di tutto da pazienza e lavoro. Non è esploso da un giorno all’altro, ci è voluto tempo, ma oggi è nella corte dei grandi.
La sua discrezione fuori dalle pedane è abbastanza rinfrescante. Non si dà arie, fa e basta. Questo tipo di atteggiamento mi parla, soprattutto in un mondo dove tutto è spesso troppo visibile e rumoroso.
La strada verso i successi futuri rimane aperta, anche se a 29 anni sa che la competizione è dura e nella scherma tutto può andare molto veloce. Ma se mantiene questo stile affilato e il suo mentale d’acciaio, andrà lontano, credetemi.
Fatevi un piacere, date un’occhiata al suo percorso su Equipe de France o alla sua scheda su L’Équipe, è affascinante.

