Saint Louis

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Saint Louis, re di Francia: la pietà come eredità reale

Lo sapete, Saint Louis, o Louis IX per gli intimi, è un po’ quel re che immaginiamo con la corona, ma anche molto di più. Nato il 25 aprile 1214 a Poissy, era già destinato a un destino fuori dal comune fin dalla più giovane età.

Il suo percorso prima di diventare quel grande re giusto e pio è stato quello di un re bambino, appena 12enne quando eredita il trono alla morte del padre. Onestamente, il tipo di responsabilità che deve spaventare! Ma è riuscito a imporsi, non c’è dubbio.

Quello che mi ha sempre colpito di lui è quell’immagine di un sovrano profondamente umano, legato alla giustizia e alla carità. Il suo regno cambia le carte in tavola mescolando fede e governo in modo abbastanza raro per la sua epoca.

E poi c’è quell’aura di santità che gli rimane addosso, al punto che sarà canonizzato poco più di 25 anni dopo la sua morte. Una storia che ancora oggi appassiona molte persone.

Chi è Saint Louis? Un’identità tra regalità e fede profonda

Louis IX non era solo un re, era anche un uomo plasmato da una fede cattolica profonda, cresciuto dalla madre Blanche de Castille. Questa educazione religiosa intensa, unita al peso precoce del potere, forgia un carattere unico, che mescola dolcezza e forte determinazione.

Ricordo di aver letto che fin da piccolo si era legato al Terzo Ordine di San Francesco, il che dice molto sul suo impegno spirituale, non solo una posa ma una vera vocazione che attraversa tutta la sua vita.

Lo chiamavano Saint Louis non solo per il suo status reale, ma anche perché chi gli stava intorno e i suoi sudditi vedevano in lui una sorta di modello di virtù, un re che impone una giustizia equa, cosa non così comune nel XIII secolo.

È anche questo lato, così umano e così pio, che lo rende ancora oggi così affascinante, tra doveri reali e ricerca spirituale.

Il giovane re e la sua progressiva ascesa verso una giustizia esemplare

Salire al trono a 12 anni, onestamente, chi sarebbe stato pronto? Louis ha dovuto imparare sul campo, con una reggenza materna che lo sostiene moltissimo. Rapidamente, comincia a riformare il suo regno.

Ha creato tribunali, si è assicurato che le sentenze non oscillassero con il vento ed è stato lui stesso a intervenire a volte. Se volete, è come se mescolasse la saggezza di un giudice con la fede di un santo.

Questa attenzione per la giustizia che mette in evidenza gli procurerà una popolarità enorme. Ve lo assicuro, in questo Medioevo spesso oscuro, porta un vero raggio di luce, quasi una boccata d’aria fresca.

A quell’età in cui alcuni non hanno nemmeno lasciato la casa di famiglia, lui governava un regno, un vero e proprio peso sacro sulle spalle.

Le grandi crociate e la difesa della fede cristiana

Nella sua vita, Louis IX è anche quell’uomo che si impegna in due grandi crociate. È lì che si vede il suo lato cavaliere servente, totalmente dedito a difendere la Terra Santa. Tante peripezie, successi alterni, ma un coraggio e una pietà che impongono rispetto.

Mi sembra che la sua morte, durante la seconda crociata in Tunisia, abbia segnato molto gli animi. Non solo un re che scompare, ma un vero martire per la fede cristiana secondo i suoi tempi.

La sua attaccamento alla Chiesa è totale, dialoga con i papi, si assicura che la religione guidi bene le sue scelte. Un rapporto complesso ma molto intenso.

Insomma, Louis IX non molla mai tra crociate e giustizia, era abitato da una fede cucita addosso, impressionante vero?

Una vita privata discreta ma fondante

Vi chiederete forse com’era dal lato familiare. Louis IX si sposò, in particolare con Marguerite de Provence. Un’unione che mescola amore e alleanza politica, come spesso all’epoca.

Avranno insieme diversi figli e si può dire che il suo ruolo di padre si inscrive nella continuità dei suoi valori: giustizia, pietà, ma anche protezione e trasmissione.

La sua sposa non è solo una regina, è un pilastro nel suo impegno religioso e sociale, pronta a sostenere le sue molteplici iniziative spirituali e caritative.

Onestamente, è in questi dettagli che si percepisce che dietro la grandezza reale si nasconde un uomo con i suoi legami familiari, le sue sfide intime, non solo un simbolo scolpito nel marmo.

Alcune aneddoti sorprendenti sul re Saint Louis

  • 🔹 Sapevate che Saint Louis portava spesso una disciplina, un oggetto religioso legato alla sua appartenenza al Terzo Ordine di San Francesco?
  • 🔹 Lui stesso teneva la mano della giustizia, un simbolo forte del suo impegno personale a governare con equità.
  • 🔹 La Sainte-Chapelle di Parigi, questa meraviglia architettonica, è stata in parte pensata per ospitare le reliquie che aveva portato dalla crociata.
  • 🔹 Nonostante la sua statura reale, conduceva una vita semplice ogni giorno, privilegiando preghiera e meditazione.
  • 🔹 Si racconta anche che la sua reputazione di santo si sia rafforzata grazie a miracoli attribuiti alla sua intercessione dopo la sua morte.

I progetti attuali e l’eredità intatta di Saint Louis nel 2026

Anche oggi, nel 2026, la memoria di Saint Louis risuona in molti progetti culturali e spirituali. Per esempio, la città di Saint-Louis festeggia ancora la sua santità e il suo impatto storico, collegando passato e presente.

Mostre, laboratori e persino newsletter permettono di seguire la sua storia con uno sguardo nuovo. Ah, e vi raccomando davvero di dare un’occhiata alla Fondazione Fernet-Branca, che organizza una mostra originale attorno a questo re.

Vediamo anche collaborazioni tra storici, autori e istituzioni religiose per approfondire la sua vita, le sue battaglie, la sua fede, offrendo uno sguardo moderno ma rispettoso della sua epoca.

L’influenza di Saint Louis va ben oltre un semplice re del Medioevo. Incarnava un ideale sempre attuale, soprattutto in termini di giustizia sociale e impegno spirituale.

Alcune piste da seguire per capire meglio Saint Louis nel 2026


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